(troppo vecchio per rispondere)
Ipoteca vs pignoramento...
Ragù
2007-06-20 12:54:11 UTC
Ciao a tutti.

Ho letto che in caso di non pagamento di tributi fino ad una certa
cifra, il Comune può arrivare ad *ipotecare* immobili.

Mentre oltre tale cifra, il Comune, dopo averlo ipotecato, può procedere
addirittura al *pignoramento* dell'immobile stesso.

Volevo capire un po' quali siano gli effetti delle due misure.

Se non si è superata quella cifra, e quindi c'è "solo" l'ipoteca su un
immobile, cosa "rischia" e/o cosa non può fare il proprietario
dell'immobile? Rischia che il suo immobile venga messo all'asta?

A quanto ne so, di sicuro non può vendere l'immobile (a meno che il
venditore non accetti l'ipoteca), se chiede un mutuo possono non
concederglielo perché ha già l'immobile ipotecato, eccetera.

Nel caso del pignoramento, invece, l'immobile può essere messo all'asta.

Supponiamo che il debito sia di 15mila euro, l'iscrizione ipotecaria sia
di 30mila euro, e che l'immobile sia venduto all'asta per 100mila euro:
a chi vanno i soldi? e in che modo vengono distribuiti?

Secondo logica, direi che 30mila euro (nonostante il debito fosse di
soli 15mila) vanno al Comune (creditore), e i restanti 70mila euro
dovrebbero andare all'ex proprietario: è così?

Saluti
Barabba
2007-06-20 14:31:39 UTC
Post by Ragù
Ciao a tutti.
Ho letto che in caso di non pagamento di tributi fino ad una certa
cifra, il Comune può arrivare ad *ipotecare* immobili.
[cut]

E' una cosa che va molto di moda negli ultimi anni... in genere viene
fatta dalle società concessionarie per la riscossione dei tributi, e
non dai Comuni stessi.
Viene messa l'ipoteca sull'immobile, o in sua mancanza sul bene mobile
registrato (la macchina). Talora il contribuente moroso nemmeno se ne
accorge, se non al momento di disporre del bene ipotecato, per esempio
per venderlo, e va da se' che se non si toglie l'ipoteca per esempio la
casa non la si può vendere.
Il 90% delle volte non si arriva all'esecuzione, il bene rimane lì con
la sua ipoteca ed intanto maturano interessi su interessi...
Ciò nulla toglie che il creditore nel legittimo esercizio dei suoi
diritti possa successivamente provvedere all'esproprio ed alla vendita
giudiziaria del bene.
Il metodo non è sbagliato in se', ma secondo me se ne sta facendo un
grande abuso negli ultimi anni. Prevedo l'ennesima bolla, o dovrei dire
bubbone, che presto o tardi scoppierà.
Ragu'
2007-06-20 15:25:56 UTC
Post by Barabba
Il metodo non è sbagliato in se', ma secondo me se ne sta facendo un
grande abuso negli ultimi anni. Prevedo l'ennesima bolla, o dovrei dire
bubbone, che presto o tardi scoppierà.
Sono completamente d'accordo.

Ad ogni modo, non sono più così sicuro che se l'immobile viene "solo"
ipotecato (e non pignorato) poi non viene messo all'asta: al creditore
conviene che cambi il "proprietario dell'ipoteca", quindi potrebbe
essere del tutto legittimo che l'immobile sia messo all'asta, anche per
cifre mooolto basse. Questo sarebbe davvero ingiusto, imho.

Vedrò di informarmi meglio.

Ciao e grazie.
Sig. Mau
2007-06-20 16:34:38 UTC
Post by Ragù
Volevo capire un po' quali siano gli effetti delle due misure.
L'ipoteca è una garanzia reale sull'immobile; essa
segue lo stesso in tutti i suoi trasferimenti di
proprietà sino a quando non viene cancellata.
Consente al creditore ipotecario di ottenere "per
primo" la distribuzione della somma ricavata da
una vendita forzata.

Il pignoramento è il primo atto di esecuzione
forzata.
Post by Ragù
Se non si è superata quella cifra, e quindi c'è "solo" l'ipoteca su un
immobile, cosa "rischia" e/o cosa non può fare il proprietario
dell'immobile?
Il rischio è un'incommerciabilità di fatto.
Pagare potrebbe essere una buona idea.
Post by Ragù
Rischia che il suo immobile venga messo all'asta?
L'ipoteca "non c'entra nulla" con l'asta.
Si può avere vendita forzata anche senza ipoteca.
Post by Ragù
A quanto ne so, di sicuro non può vendere l'immobile (a meno che il
venditore non accetti l'ipoteca), se chiede un mutuo possono non
concederglielo perché ha già l'immobile ipotecato, eccetera.
Non è propriamente così.
Si tratta di una incommercialibiltà di fatto:
ossia nessuno vieta di vendere così come nessuno
vieta di acquistare.
Il problema è che l'acquirente si potrebbe vedere
spogliato del bene.
Post by Ragù
Nel caso del pignoramento, invece, l'immobile può essere messo all'asta.
Senza pignoramento non c'è asta.
Post by Ragù
Supponiamo che il debito sia di 15mila euro, l'iscrizione ipotecaria sia
a chi vanno i soldi? e in che modo vengono distribuiti?
I 15000+interessi e spese vanno al creditore
procedente, il residuo viene restituito al
debitore.
Post by Ragù
Secondo logica, direi che 30mila euro (nonostante il debito fosse di
soli 15mila) vanno al Comune (creditore), e i restanti 70mila euro
dovrebbero andare all'ex proprietario: è così?
No, vedi sopra.
C.S.
prof. sig. Mau
_____________________________________________
Prof. a contratto di chiaroveggenza giuridica
Universita' di Roccacanuccia
Ragu'
2007-06-21 02:07:17 UTC
Post by Sig. Mau
Post by Ragù
Nel caso del pignoramento, invece, l'immobile può essere messo all'asta.
Senza pignoramento non c'è asta.
Anzitutto grazie mille per la chiara risposta.
Ciò che ancora non capisco è: quando l'immobile può andare all'asta?

A quanto ho capito finora, per debiti inferiori agli 8mila euro, NON è
previsto il pignoramento, né, dunque - per quello che dici - l'asta.

Ma, allora, che succede? Se l'immobile ipotecato non viene mai venduto,
il creditore non recupera mai i suoi soldi?

Tanto per capirci, la mia difficoltà sta nel comprendere queste
"istruzioni" che ho trovato online:

a) qui http://www.gestline.it/vademecum/page15.htm è scritto che "Il
pignoramento immobiliare, di norma successivo all'ipoteca, può essere
effettuato immediatamente nel caso di debiti superiori ad € 8.000,00.
Per importi inferiori a tale limite non si può procedere al pignoramento
immobiliare mentre è sempre possibile attivare l'ipoteca".

b) qui http://www.gestline.it/vademecum/page14.htm invece è scritto
che "Se il debito che ha dato origine all'ipoteca non risulta nel
frattempo [nel frattempo di cosa?] pagato, l'Agente della Riscossione
può iniziare gli atti esecutivi mettendo all'asta l'immobile, anche se
la proprietà è stata trasferita ad un terzo".

Le ho interpretate così:

debito < 8mila euro ==> solo ipoteca
debito > 8mila euro ==> ipoteca + pignoramento (e dunque asta)

E' corretta la mia interpretazione?
Quello che però poi non capisco è: come fa il creditore a recuperare i
suoi, mettiamo, 5mila euro? c'è incommerciabilità di fatto, l'ipoteca
passa al nuovo proprietario, che però, come dici, "si potrebbe vedere
spogliato del bene". Perché? Il debito, dai 5mila che euro, arrivando
agli 8mila a causa degli interessi, permetterebbe il pignoramento? Credo
di no, dato che il debito rimane comunque di 5mila euro, e non è la
somma tra debito e interessi a fare da discriminante. Il nuovo
proprietario potrebbe contrarre altri debiti, superare la soglia è
quindi attivare la procedura di pignoramento di tutti gli immobili
ipotecati? Inoltre, il passaggio dell'ipoteca al nuovo proprietario,
'estingue' il debito del primo proprietario, giusto?

Grazie mille e scusa la banalità delle domande.
Sergy
2007-06-21 05:34:33 UTC
Invece a me piacerebbe sapere : se i debiti verso l'esattoria sono del defunto che abitava in una casa
diversa da dove abita la moglie erede, possono iscrivere ipoteca sulla casa che è meta della moglie e meta
ereditata senza che alla moglie sia comunicato nulla in quanto l'indirizzo del defunto è sconosciuto
all'esattoria o comunque che la moglie non sappia nulla?

grazie a chi vorrà rispondere