(troppo vecchio per rispondere)
Usucapire immobile in caso sia presente abuso edilizio...?
mirko
2007-08-22 15:40:39 UTC
Salve,

Immaginiamo che Tizio acquista da Caio un immobile.
Dopo qualche anno viene scoperto dal comune un piccolo abuso edilizio (tipo
balcone verandato) nell'immobile risalente a data antecedente il rogito di
compravendita (quindi abuso realizzato dal vecchio proprietario e non
dichiarato nel rogito di vendita).
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.

1) Ora, se tizio ha la possibilità di sanare quell'abuso e continuasse ad
abitare in quell'immobile normalmente per vent'anni come farebbe un vero
proprietario , acquisterebbe lo stesso la proprietà di quell'immobile per
usucapione anche se è presente il piccolo abuso edilizio sanato?

2) Il ventennio per eventualmente usucapire partirebbe dalla data del rogito
o dalla data dell'avvenuta concessione in sanatoria dell'abuso relativo
all'immobile?

3) In caso non sia possibile la sanatoria dell'abuso scoperto e Tizio
procedesse a demolizione dello stesso, l'acquisto per usucapione
dell'immobile sarebbe comunque possibile ? Dalla data del rogito o dalla
data di avvenuta demolizione dell'abuso?

Grazie.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Tiziano Solignani
2007-08-22 14:55:07 UTC
Post by mirko
Immaginiamo che Tizio acquista da Caio un immobile.
Dopo qualche anno viene scoperto dal comune un piccolo abuso edilizio (tipo
balcone verandato) nell'immobile risalente a data antecedente il rogito di
compravendita (quindi abuso realizzato dal vecchio proprietario e non
dichiarato nel rogito di vendita).
L'abuso non è assolutamente piccolo, trattandosi di un classico caso di
aumento di volumetria, sostanzialmente con la creazione di un nuovo
vano, quindi maggior superficie utile e maggior carico urbanistico,
oltre che variazione delle sagome e dei profili dell'edificio.

Quindi probabilmente non è nemmeno sanabile.
Post by mirko
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.
La nullità si ha solo in caso di mancata indicazione dei titoli
abilitativi nel contratto di compravendita, cosa che presumo non sia
avvenuta, nel senso che probabilmente il titolo dell'intero immobile è
stato indicato.
Post by mirko
1) Ora, se tizio ha la possibilità di sanare quell'abuso e
continuasse ad
abitare in quell'immobile normalmente per vent'anni come farebbe un vero
proprietario , acquisterebbe lo stesso la proprietà di quell'immobile per
usucapione anche se è presente il piccolo abuso edilizio sanato?
2) Il ventennio per eventualmente usucapire partirebbe dalla data del rogito
o dalla data dell'avvenuta concessione in sanatoria dell'abuso
relativo
all'immobile?
3) In caso non sia possibile la sanatoria dell'abuso scoperto e Tizio
procedesse a demolizione dello stesso, l'acquisto per usucapione
dell'immobile sarebbe comunque possibile ? Dalla data del rogito o dalla
data di avvenuta demolizione dell'abuso?
Grazie.
L'acquisto per usucapione è sempre possibile e serve appunto
classicamente a sistemare tutti i pasticci che avvengono in sede di
trasferimenti immobiliari, ma non credo sia necessario dal momento che
in questo caso il compratore può solo agire per la risoluzione del
contratto per inadempimento, se crede, oppure per il solo risarcimento
del danno, cosa che di solito si fa in questi casi, mentre se non fa
niente l'immobile rimane suo.
--
Cordialmente,

http://tsolignani.wordpress.com
mirko
2007-08-22 16:13:42 UTC
Post by Tiziano Solignani
Post by mirko
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.
La nullità si ha solo in caso di mancata indicazione dei titoli
abilitativi nel contratto di compravendita, cosa che presumo non sia
avvenuta, nel senso che probabilmente il titolo dell'intero immobile è
stato indicato.
ma se nell'atto di compravendita il venditore avesse dichiarato falsamente
che l'immobile(regolarmente costruito con concessione edilizia) era privo di
vizi di alcun genere (quindi privo di abusi edilizi), l'atto non sarebbe
nullo?

Grazie.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
felix.
2007-08-22 16:14:22 UTC
Post by mirko
Salve,
Immaginiamo che Tizio acquista da Caio un immobile.
Dopo qualche anno viene scoperto dal comune un piccolo abuso edilizio (tipo
balcone verandato) nell'immobile risalente a data antecedente il rogito di
compravendita (quindi abuso realizzato dal vecchio proprietario e non
dichiarato nel rogito di vendita).
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.
Non vedo perche dovrebbe essere nullo quando hai acquistato
non ti sei preoccupato
di chiedere se la veranda era sanata ed ora che il comune se ne
e' accorto vuoi annullare
l'atto?
ciao.
mirko
2007-08-22 17:24:22 UTC
Post by felix.
Post by mirko
Salve,
Immaginiamo che Tizio acquista da Caio un immobile.
Dopo qualche anno viene scoperto dal comune un piccolo abuso edilizio (tipo
balcone verandato) nell'immobile risalente a data antecedente il rogito di
compravendita (quindi abuso realizzato dal vecchio proprietario e non
dichiarato nel rogito di vendita).
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.
Non vedo perche dovrebbe essere nullo quando hai acquistato
non ti sei preoccupato
di chiedere se la veranda era sanata ed ora che il comune se ne
e' accorto vuoi annullare
l'atto?
ciao.
Ma l'atto di vendita dell'immobile , dopo che il comune ha accertato che
l'abuso è stato realizzato sicuramente prima della data del rogito notarile
di compravendita, non è nullo dato che si sarebbe cosi' venduto un immobile
con abuso edilizio?

Gli atti di vendita con oggetto immobili con abusi edilizi (in cui il
venditore non ne dichiari l'esistenza , nè gli estremi di eventuale domanda
di sanatoria) non sono nulli anche se l'abuso viene scoperto dopo l'atto?

Grazie.

Grazie.

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
GREEN GRASS
2007-08-22 16:45:44 UTC
Post by mirko
Salve,
Immaginiamo che Tizio acquista da Caio un immobile.
Dopo qualche anno viene scoperto dal comune un piccolo abuso edilizio (tipo
balcone verandato) nell'immobile risalente a data antecedente il rogito di
compravendita (quindi abuso realizzato dal vecchio proprietario e non
dichiarato nel rogito di vendita).
A questo punto l'atto di vendita sarebbe nullo credo.
In teoria...
Post by mirko
1) Ora, se tizio ha la possibilità di sanare quell'abuso e continuasse ad
abitare in quell'immobile normalmente per vent'anni come farebbe un vero
proprietario , acquisterebbe lo stesso la proprietà di quell'immobile per
usucapione anche se è presente il piccolo abuso edilizio sanato?
Certamente.
Post by mirko
2) Il ventennio per eventualmente usucapire partirebbe dalla data del
rogito
o dalla data dell'avvenuta concessione in sanatoria dell'abuso relativo
all'immobile?
Dalla data di immissione in possesso, che normalmente coincide con quella
dell'atto di acquisto.
Post by mirko
3) In caso non sia possibile la sanatoria dell'abuso scoperto e Tizio
procedesse a demolizione dello stesso, l'acquisto per usucapione
dell'immobile sarebbe comunque possibile ?
Certo
Post by mirko
Dalla data del rogito o dalla
data di avvenuta demolizione dell'abuso?
Sempre dall'immissione in possesso.
il gizzent
2007-08-22 18:44:35 UTC
Post by mirko
Post by felix.
Non vedo perche dovrebbe essere nullo quando hai acquistato
non ti sei preoccupato
di chiedere se la veranda era sanata ed ora che il comune se ne
e' accorto vuoi annullare
l'atto?
ciao.
Ma l'atto di vendita dell'immobile , dopo che il comune ha accertato che
l'abuso è stato realizzato sicuramente prima della data del rogito notarile
di compravendita, non è nullo dato che si sarebbe cosi' venduto un immobile
con abuso edilizio?
Gli atti di vendita con oggetto immobili con abusi edilizi (in cui il
venditore non ne dichiari l'esistenza , nè gli estremi di eventuale domanda
di sanatoria) non sono nulli anche se l'abuso viene scoperto dopo l'atto?
Si, sono nulli. Non ascoltare quello che scrive felix, come al solito
non ha idea di ciò che dice.
--
il gizzent
il gizzent
2007-08-22 18:49:40 UTC
Post by mirko
ma se nell'atto di compravendita il venditore avesse dichiarato falsamente
che l'immobile(regolarmente costruito con concessione edilizia) era privo di
vizi di alcun genere (quindi privo di abusi edilizi), l'atto non sarebbe
nullo?
Se al momento dell'atto di vendita erano presenti abusi non sanati,
l'atto è nullo.

La responsabilità penale e civile è del venditore, visto che al momento
dell'atto egli ha dichiarato che non vi erano abusi.
Se leggi attentamento l'atto troverai che dove ci sono le dichiarazioni
urbanistiche c'è sicuramente una frase dove il venditore dichiara che
non sono state eseguite altre opere (oltre a quelle citate e "legali")
che richiedessero permessi o per le quale fosse necessaria una DIA.
--
il gizzent
mirko
2007-08-23 08:48:16 UTC
Post by il gizzent
Post by mirko
ma se nell'atto di compravendita il venditore avesse dichiarato falsamente
che l'immobile(regolarmente costruito con concessione edilizia) era privo di
vizi di alcun genere (quindi privo di abusi edilizi), l'atto non sarebbe
nullo?
Se al momento dell'atto di vendita erano presenti abusi non sanati,
l'atto è nullo.
La responsabilità penale e civile è del venditore, visto che al momento
dell'atto egli ha dichiarato che non vi erano abusi.
Ma se al momento del rogito è stato stipulato simultaneamente anche l'atto
di mutuo per tale immobile, il compratore avrebbe delle responsabilità
penali sul fatto che magari in tale atto è il compratore a garantire alla
banca l'assenza di vizi sull'immobile oppure no? Indirettamente la
responsabilità penale sarebbe sempre del venditore?

Dato che l'atto di mutuo viene stipulato subito dopo (alcuni minuti dopo) il
rogito dell'atto di compravendita, il compratore non è in un certo senso
tollerato dall'evenetuale responsabilità dato che non avendo il possesso
dell'immobile per verificare la presenza o meno dell'abuso , non possa
realmente essere sicuro dell'assenza dell'abuso stesso?

Grazie.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-23 10:57:04 UTC
Post by mirko
Ma se al momento del rogito è stato stipulato simultaneamente anche l'atto
di mutuo per tale immobile, il compratore avrebbe delle responsabilità
penali sul fatto che magari in tale atto è il compratore a garantire alla
banca l'assenza di vizi sull'immobile oppure no? Indirettamente la
responsabilità penale sarebbe sempre del venditore?
Dato che l'atto di mutuo viene stipulato subito dopo (alcuni minuti dopo) il
rogito dell'atto di compravendita, il compratore non è in un certo senso
tollerato dall'evenetuale responsabilità dato che non avendo il possesso
dell'immobile per verificare la presenza o meno dell'abuso , non possa
realmente essere sicuro dell'assenza dell'abuso stesso?
Il mutuo non è un atto di trasferimento della proprietà, quindi non
viene colpito da nullità nel caso di abusi. Certo è che in verità il
mutuatario, una volta che l'atto di vendita sia stato riconosciuto
nullo, non era proprietario al momento del mutuo.

Non c'è comunque alcuna responsabilità penale dell'
acquirente/mutuatario, la banca gli chiederà restituzioni,
risarcimenti, etc., ma egli chiamerà in causa il venditore truffaldino
che è invece si responsabile penalmente e civilmente (per l'abuso di
per se e per le mendaci dichiarazioni effettuate nell'atto di vendita).

Comunque non è una bella situazione nemmeno per l'acquirente, visto che
andrà per tribunali a difendersi dalla banca e si ritroverà comunque
senza l'immobile (anche se verrà risarcito dal venditore).
--
il gizzent
mirko
2007-08-23 12:05:57 UTC
Post by il gizzent
Post by mirko
Ma se al momento del rogito è stato stipulato simultaneamente anche l'atto
di mutuo per tale immobile, il compratore avrebbe delle responsabilità
penali sul fatto che magari in tale atto è il compratore a garantire alla
banca l'assenza di vizi sull'immobile oppure no? Indirettamente la
responsabilità penale sarebbe sempre del venditore?
Dato che l'atto di mutuo viene stipulato subito dopo (alcuni minuti dopo) il
rogito dell'atto di compravendita, il compratore non è in un certo senso
tollerato dall'evenetuale responsabilità dato che non avendo il possesso
dell'immobile per verificare la presenza o meno dell'abuso , non possa
realmente essere sicuro dell'assenza dell'abuso stesso?
Il mutuo non è un atto di trasferimento della proprietà, quindi non
viene colpito da nullità nel caso di abusi. Certo è che in verità il
mutuatario, una volta che l'atto di vendita sia stato riconosciuto
nullo, non era proprietario al momento del mutuo.
Non c'è comunque alcuna responsabilità penale dell'
acquirente/mutuatario, la banca gli chiederà restituzioni,
risarcimenti, etc., ma egli chiamerà in causa il venditore truffaldino
che è invece si responsabile penalmente e civilmente (per l'abuso di
per se e per le mendaci dichiarazioni effettuate nell'atto di vendita).
Comunque non è una bella situazione nemmeno per l'acquirente, visto che
andrà per tribunali a difendersi dalla banca e si ritroverà comunque
senza l'immobile (anche se verrà risarcito dal venditore).
Ma se la nullità dell'atto di compravendita si scopre solo dopo vent'anni
ossia solo quando l'acquirente decide di rivendere l'immobile e se ne
accorge il notaio, cosa accadrebbe?

Il notaio automaticamente riterrebbe l'acquirente valido titolare
dell'immobile lo stesso per intervenuta usucapione e quindi autorizzerebbe
la rivendita ...
oppure cercherebbe di accertare la nullità se è vera (tipo far verificare se
veramente l'abuso c'era prima dellìatto di vendita stipulato 20 anni prima?
verrebbe chiamato in causa il venditore per forza o no? E le azioni penali
per il venditore...sarebbero prescritte?

grazie.






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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-23 12:07:45 UTC
Post by mirko
Ma se la nullità dell'atto di compravendita si scopre solo dopo vent'anni
ossia solo quando l'acquirente decide di rivendere l'immobile e se ne
accorge il notaio, cosa accadrebbe?
L'abuso non mi pare si sani per usucapione.

Sul fatto della possibilità che l'immobile passi comunque
all'acquirente per usucapione non sono affatto sicuro, ma a naso direi
che non ci sono problemi. I problemi dell'abuso però rimarranno.

Tra l'altro, mi ero scordato di specificare che la nullità dell'atto di
vendita può essere sanata nel caso che l'abuso venga successivamente
condonato/sanato (fattispecie singolare di nullità).
Post by mirko
Il notaio automaticamente riterrebbe l'acquirente valido titolare
dell'immobile lo stesso per intervenuta usucapione e quindi autorizzerebbe
la rivendita ...
Anche ammesso (e ripeto, non sono sicuro) che si possa acquisire per
usucapione l'immobile abusivo, è necessaria una sentenza dichiarativa
del tribunale per farla valere. Lo stesso vale per far valere la
nullità dell'atto di vendita.
Post by mirko
oppure cercherebbe di accertare la nullità se è vera (tipo far verificare se
veramente l'abuso c'era prima dellìatto di vendita stipulato 20 anni prima?
Questo non è compito del notaio, ma degli avvocati di chi ha interesse
nella questione.
Ad ogni modo, sia che l'abuso ci fosse prima sia che lo abbia fatto
l'acquirente, il bene è incommerciabile comunque...
Post by mirko
verrebbe chiamato in causa il venditore per forza o no?
Direi di sì.
Post by mirko
E le azioni penali
per il venditore...sarebbero prescritte?
Se di civile so poco, di penale so zero. Quindi passo.
--
il gizzent
mirko
2007-08-23 15:12:42 UTC
Post by il gizzent
Tra l'altro, mi ero scordato di specificare che la nullità dell'atto di
vendita può essere sanata nel caso che l'abuso venga successivamente
condonato/sanato (fattispecie singolare di nullità).
Allora se l'acquirente acquista l'immobile e dopo il comune scopre che c'è
l'abuso e che sicuramente risale a diversi anni prima del rogito, ed il
comune comunica all'acquirente che c'è la possibilità di sanarlo magari con
condono o sanatoria e una di queste ultime alla fine viene concessa
positivamente per sanare l'abuso, l'atto di compravendita con cui ha
acquistato l'immobile il compratore da nullo diventerebbe valido?

Ma la validità sarebbe automatica o mediante ripetizione dell'atto di
vendita o sentenze varie?

Cioè l'acquirente dopo avvenuta sanatoria potrebbe rivendere l'immobile
senza problemi anche se magari nella domanda di condono risulta che l'abuso
risale a data antecedente la data del rogito?

E se magari esempio:

il rogito di compravendita viene stipulato nel 2000
poi l'abuso viene scoperto dal comune nel 2002 e viene rilevato come
sicuramente realizzato ed ultimato in data antecedente il 1994
a questo punto se magari nel 1996 il venditore aveva ricevuto a sua volta
tale immobile mediante testamento olografo dal nonno ormai morto, anche
l'atto di successione sarebbe nullo o sbaglio?

A questo punto se l'attuale acquirente mediante condono sana l'abuso
renederebbe valido anche l'atto di successione avvenuto nel 1996 ?
Post by il gizzent
Anche ammesso (e ripeto, non sono sicuro) che si possa acquisire per
usucapione l'immobile abusivo, è necessaria una sentenza dichiarativa
del tribunale per farla valere. Lo stesso vale per far valere la
nullità dell'atto di vendita.
Quindi se viene scoperto abuso del vecchio proprietario dal comune dopo il
rogito , fino a che non c'è sentenza il compratore rimane sempre nei suoi
pieni diritti di proprietario del'immobile?

grazie.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-23 14:41:49 UTC
[CUT]
Ammazza quante domande... ma sei solo curioso o hai una fattispecie
concreta tra le mani?

Se mi dici esattamente qual'è la situazione magari provo ad aiutarti,
altrimenti stiamo dissertando sull'intero scibile giuridico a livello
di abusivismo edilizio e la materia è talmente intricata che diventa
lunghina la cosa.
--
il gizzent
mirko
2007-08-23 15:54:40 UTC
Post by il gizzent
Ammazza quante domande... ma sei solo curioso o hai una fattispecie
concreta tra le mani?
Un po' tutte e due.
Post by il gizzent
Se mi dici esattamente qual'è la situazione magari provo ad aiutarti,
altrimenti stiamo dissertando sull'intero scibile giuridico a livello
di abusivismo edilizio e la materia è talmente intricata che diventa
lunghina la cosa.
Allora Immaginiamo che:

Tizio nel 1996 riceve dal nonno mediante testamento olografo la proprietà
dell'immobile.
Tizio nel 2000 vende a Caio l'immobile non dichiarando nell'atto di vendita
la presenza di abuso edilizio(veranda) e quindi fa una falsa dichiarazione
nell'atto.
Caio dopo alcuni anni pur sapendo della veranda abusiva, decide di
condonarla e di dichiarare nella domanda di condono che l'abuso è stato
ultimato nel 1994 poichè il suo perito che curava la pratica di condono
riteneva che doveva sicuramente risalire a quella data.
Caio ottiene il condono per quell'abuso dal comune.

A questo punto Caio vorrebbe rivendere l'immobile.


Cosa accadrebbe a questo punto ?

Il notaio vedrebbe che è stato accatastata una veranda relativa a data
vecchia e quindi che farebbe, renederebbe nulli tutti gli atti precedenti
ecc...che accadrebbe?

La vendita dell'immobile da parte di Caio sarebbe possibile poichè l'abuso è
ormai sanato ?

Grazie.


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-23 16:33:56 UTC
Post by mirko
Tizio nel 1996 riceve dal nonno mediante testamento olografo la proprietà
dell'immobile.
La nullità per abusi non rileva per gli atti mortis causa, quindi la
successione è valida.
Post by mirko
Tizio nel 2000 vende a Caio l'immobile non dichiarando nell'atto di vendita
la presenza di abuso edilizio(veranda) e quindi fa una falsa dichiarazione
nell'atto.
L'atto sarebbe nullo, ma se nessuno lo ha contestato fino alla data del
Condono (che mi hai detto essere stato rilasciato) viene sanato.
Per gli aspetti penali della dichiarazione mendace, non è il mio campo
quindi non so aiutarti (puoi guardare il codice penale).
Post by mirko
Caio dopo alcuni anni pur sapendo della veranda abusiva, decide di
condonarla e di dichiarare nella domanda di condono che l'abuso è stato
ultimato nel 1994 poichè il suo perito che curava la pratica di condono
riteneva che doveva sicuramente risalire a quella data.
Caio ottiene il condono per quell'abuso dal comune.
Immagino si parli del terzo condono (quello del 2003).
Se il Comune rileva che sono state rispettate le varie condizioni e
rilascia il permesso in sanatoria, l'abuso è davvero sanato e il
precedente atto del 2000 diviene valido.
Quindi deduco che il Comune, prima della domanda di condono, non aveva
beccato l'abuso, vero?
Post by mirko
A questo punto Caio vorrebbe rivendere l'immobile.
Cosa accadrebbe a questo punto ?
Il notaio vedrebbe che è stato accatastata una veranda relativa a data
vecchia e quindi che farebbe, renederebbe nulli tutti gli atti precedenti
ecc...che accadrebbe?
Il notaio non rende nullo niente. Casomai fa partire la procedura
giudiziale per verificare la nullità. Ma non è questo il caso, vedi
sotto.
Post by mirko
La vendita dell'immobile da parte di Caio sarebbe possibile poichè l'abuso è
ormai sanato ?
Se sono rispettate tutte le condizioni che ho scritto sopra, sì. L'atto
e l'abuso sono stati sanati e Caio può vendere.
Il notaio indicherà in atto gli estremi del condono e son tutti
contenti (tranne forse Tizio per le questioni penali di cui sopra).

Ad ogni modo, se tu sei Caio, prima di fare qualunque cosa rivolgiti
per un parere ad un legale specializzato in materia, si sa mai che ho
sparato qualche scemata ;)
--
il gizzent
mirko
2007-08-23 17:54:25 UTC
Post by il gizzent
Immagino si parli del terzo condono (quello del 2003).
Se il Comune rileva che sono state rispettate le varie condizioni e
rilascia il permesso in sanatoria, l'abuso è davvero sanato e il
precedente atto del 2000 diviene valido.
Quindi deduco che il Comune, prima della domanda di condono, non aveva
beccato l'abuso, vero?
esatto , non l'aveva beccato.
Post by il gizzent
Se sono rispettate tutte le condizioni che ho scritto sopra, sì. L'atto
e l'abuso sono stati sanati e Caio può vendere.
Il notaio indicherà in atto gli estremi del condono e son tutti
contenti (tranne forse Tizio per le questioni penali di cui sopra).
Se il quadro invece è lo stesso di prima solo che la parte venditrice fosse
composta da 2 persone e dovesse seguire il seguente schema:

Tizio riceve nel 1996 da testamento il 50% dell'immobile
Poi nel 1999 da atto di vendita normale Sempronio riceve l'altro 50%
dell'immobile .
E poi nel 2000 entrambi vendono a Caio l'immobile nelle loro quote
rispettive,
a questo punto nell'atto del 1999 sarebbe passato a Sempronio il 50 %
dell'immobile mediante atto nullo.
Ora... anche tale atto sarebbe sanato seguendo il discorso del condono fatto
da Caio dopo il rogito come lo schema di prima?

In questo caso che ti ho prospettato si validerebbe l'atto del 1999 e poi
anche quello del 2000 e quindi sarebbe tutto regolare per la vendita da
parte di Caio? Oppure qual'è l'iter?

Grazie ancora.




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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-23 17:18:30 UTC
Post by mirko
Se il quadro invece è lo stesso di prima solo che la parte venditrice fosse
Tizio riceve nel 1996 da testamento il 50% dell'immobile
Poi nel 1999 da atto di vendita normale Sempronio riceve l'altro 50%
dell'immobile .
E poi nel 2000 entrambi vendono a Caio l'immobile nelle loro quote
rispettive,
a questo punto nell'atto del 1999 sarebbe passato a Sempronio il 50 %
dell'immobile mediante atto nullo.
Ora... anche tale atto sarebbe sanato seguendo il discorso del condono fatto
da Caio dopo il rogito come lo schema di prima?
In questo caso che ti ho prospettato si validerebbe l'atto del 1999 e poi
anche quello del 2000 e quindi sarebbe tutto regolare per la vendita da
parte di Caio? Oppure qual'è l'iter?
Non cambia niente rispetto a prima. Tutti gli atti precedenti vengono
sanati, sia quello del 1999 che quello del 2000.
La condizione è che al momento del rilascio della sanatoria (o al
compimento del silenzio-assenso) non fosse stata ancora dichiarata la
loro nullità.
--
il gizzent
mirko
2007-08-24 08:46:07 UTC
Post by il gizzent
Non cambia niente rispetto a prima. Tutti gli atti precedenti vengono
sanati, sia quello del 1999 che quello del 2000.
La condizione è che al momento del rilascio della sanatoria (o al
compimento del silenzio-assenso) non fosse stata ancora dichiarata la
loro nullità.
Grazie.

Ma qual'è l'articolo di legge o simile che permette la sanatoria retroattiva
della nullità degli atti?

E' solo l'esito positivo del condono 2003 a determinare tale effetto
validativo retroattivo degli atti o anche una semplice sanatoria richiesta
in qualsiasi momento dal privato al comune a produrre tali effetto
validativo degli atti nulli?

Curiosità.... sei praticante avvocato, consulente , avvocato o cosa svolgi?
Le tue risposte me le dai in qualità di chi?

Grazie.

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
il gizzent
2007-08-24 12:40:56 UTC
Post by mirko
Grazie.
Ma qual'è l'articolo di legge o simile che permette la sanatoria retroattiva
della nullità degli atti?
Legge 662/1996 - Art. 2, comma 57:
A seguito del rilascio della concessione in sanatoria gli atti tra vivi
la cui nullità, ai sensi dell'art. 17 e del secondo comma dell'art. 40
della Legge 28 febbraio 1985, n. 47 [...] non sia stata ancora
dichiarata, acquistano validità di diritto.
Post by mirko
E' solo l'esito positivo del condono 2003 a determinare tale effetto
validativo retroattivo degli atti o anche una semplice sanatoria richiesta
in qualsiasi momento dal privato al comune a produrre tali effetto
validativo degli atti nulli?
L'articolo sopra è applicabile al secondo e al terzo condono.
Che io sappia non esiste una "semplice sanatoria" utilizzabile
attualmente, finchè non faranno un nuovo condono non è possibile sanare
abusi.

Ci sarebbe la cd. sanatoria a regime o giudizio di conformità, che però
serve a sanare solo casi in cui l'opera fosse conforme agli strumenti
urbanistici vigenti e ciò che mancava era solo il permesso di costruire
o la DIA.
In pratica un permesso tardivo, ma solo se (in soldoni) l'abuso non era
il tipo di opera ma il solo fatto di non aver chiesto i permessi.
Post by mirko
Curiosità.... sei praticante avvocato, consulente , avvocato o cosa svolgi?
Le tue risposte me le dai in qualità di chi?
Diciamo genericamente che lavoro e studio in ambito notarile :)
E mi diverto a prendere spunti sul NG per approfondire le varie
materie.
Post by mirko
Grazie.
Di niente, le tue domande sono le più interessanti negli ultimi giorni!

Ciao!
--
il gizzent
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