(troppo vecchio per rispondere)
Aiuto: cessione di azienda e licenza commerciale
A.C.
2005-04-08 19:40:16 UTC
Scusate, provo a ripostare il messaggio perché mi servirebbe davvero un
parere:

"Buongiorno,

sono un praticante, per niente esperto di controversie commerciali, e
gradirei molto un aiuto dei colleghi più esperti.
La situazione è molto semplice: Tizio e Caio concordano, oralmente, che il
primo subentri al secondo nella conduzione di una piccola attività di
pizzeria da asporto. Tizio versa a Caio una somma di denaro anticipata, come
acconto sul prezzo, credo. Dopo qualche mese, però, Tizio si accorge che gli
affari non sono buoni e restituisce l'azienda a Caio richiedendogli i soldi
corrisposti.

Caio però asserisce che il contratto orale ormai si è concluso e che Tizio
non possa romperlo, né che tantomeno possa riavere indietro i suoi soldi.
Tizio ribatte che in realtà l'accordo prevedeva che lui, dopo tre mesi di
prova, avrebbe potuto decidere se rilevare l'attività oppure -come aveva
deciso- restituirla a Caio, riottenendo i soldi.

L'argomento su cui fa leva Tizio per confutare la tesi di Caio è che
l'accordo orale non si presti all'intepretazione che ne dà questi: non si
può, cioè, cedere un'attività commerciale solo oralmente, senza un accordo
scritto, posto che il passaggio di titolarità della licenza commerciale che
ne fa parte deve essere fatta con atto notarile.
Sicché, quindi, il contratto orale sarebbe niente di più che un preliminare
inefficace, poiché privo della forma dell'atto pubblico richiesta per il
contratto definitivo (cioè la cessione di licenza commerciale).


Le mie domande sono queste: la licenza commerciale in che rapporti si pone
con l'azienda cui attiene? Intendo dire: il titolare di una licenza
commerciale può davvero cederla solo con atto pubblico? E di conseguenza la
cessione dell'intera azienda commerciale, di cui la licenza è parte,
richiede anch'essa la consacrazione in un atto pubblico?
Conseguentemente, un accordo orale sul punto è davvero privo di efficacia?


Grazie mille e ciao a tutti.

Angelo"
stunat
2005-04-08 20:08:45 UTC
Post by A.C.
Scusate, provo a ripostare il messaggio perché mi servirebbe davvero un
"Buongiorno,
Post by A.C.
Conseguentemente, un accordo orale sul punto è davvero privo di efficacia?
Grazie mille e ciao a tutti.
Angelo"
direi che sia abbastanza difficoltoso leggere un contratto orale,utilizzarlo
per le conseguenti volture negli uffici Comunali ecc ecc.
a me pare un discorso provocatorio,l'inizio di una discussione senza capo nè
coda.
Peraltro non è una novità che la cessione di azienda deve avvenire
con firma autenticata ( necessita il notaio, che appone l'autentica).-
I patti devono risultare scritti per essere d'accordo almeno sulle parole
che regolano i patti stessi.
Comque,buon uìchènd

a.nat - stunat
Sig. Mau
2005-04-09 09:24:55 UTC
Post by stunat
Peraltro non è una novità che la cessione di azienda deve avvenire
con firma autenticata ( necessita il notaio, che appone l'autentica).-
A dire il vero, l'art. 2556 c.c. si riferisce alle sole imprese soggette a
registrazione tant'è che "per il combinato disposto degli art. 2556, 2083 e
2195 c.c., non è necessaria la prova scritta dei contratti aventi come
oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di un'azienda di
"piccolo commercio" non essendo la stessa soggetta a registrazione" (Cass.
sent. 26 novembre 1997 n. 11851).
C.S.
A.C.
2005-04-09 11:16:17 UTC
Post by Sig. Mau
Post by stunat
Peraltro non è una novità che la cessione di azienda deve avvenire
con firma autenticata ( necessita il notaio, che appone l'autentica).-
A dire il vero, l'art. 2556 c.c. si riferisce alle sole imprese soggette a
registrazione tant'è che "per il combinato disposto degli art. 2556, 2083 e
2195 c.c., non è necessaria la prova scritta dei contratti aventi come
oggetto il trasferimento della proprietà o del godimento di un'azienda di
"piccolo commercio" non essendo la stessa soggetta a registrazione" (Cass.
sent. 26 novembre 1997 n. 11851).
C.S.
Il che, mi pare, riporta il tutto alla questione più importante: si può
cedere un'azienda senza cedere la licenza commerciale che consente di
esercitarne la relativa attività? E se davvero occorre un atto notarile per
cedere detta licenza, qualsiasi preliminare con cui le parti si impegnano
alla cessione in parola dovrebbe essere inefficace, se non dotato di forma
scritta. O no?
Vorrei sapere se le mie sono farneticazioni o se sia plausibile il punto in
diritto che il presunto acquirente sostiene.

Grazie mille per le informazioni che mi avete già dato.

Ciao

Angelo
Sig. Mau
2005-04-09 12:25:24 UTC
Post by A.C.
Il che, mi pare, riporta il tutto alla questione più importante: si può
cedere un'azienda senza cedere la licenza commerciale che consente di
esercitarne la relativa attività? E se davvero occorre un atto notarile per
cedere detta licenza, qualsiasi preliminare con cui le parti si impegnano
alla cessione in parola dovrebbe essere inefficace, se non dotato di forma
scritta. O no?
Premesso che non conosco le modalità di cessione della licenza commerciale
(tra l'altro essendo un'autorizzazione concessa ad personam, è cedibile
semplicemente sulla base dell'accordo tra le parti?), ritengo che sia
possibile una cessione d'azienda anche senza la cessione della suddetta
licenza: se così non fosse, nel caso, ad esempio, in cui sia cedente che
cessionario siano in possesso di licenza, cosa succederebbe?
A prescindere da tale mia elucubrazione, potrebbe essere utile leggere la
sentenza della Cassazione di data 27 febbraio 2004 n. 3973.
Non mi si chieda di postarla.... altrimenti emetto avviso di specifica... :)
C.S.
A.C.
2005-04-09 12:34:33 UTC
"Sig. Mau" <dott.mau@[nonsonoio]email.it> ha scritto nel messaggio news:EYO5e.755872$***@news3.tin.it...
ente che
Post by Sig. Mau
cessionario siano in possesso di licenza, cosa succederebbe?
A prescindere da tale mia elucubrazione, potrebbe essere utile leggere la
sentenza della Cassazione di data 27 febbraio 2004 n. 3973.
Non mi si chieda di postarla.... altrimenti emetto avviso di specifica... :)
C.S.
No no, tranquillo, la trovo io. Grazie mille, ancora.

ciao

Angelo
Riverrun
2005-04-10 10:51:34 UTC
Post by Sig. Mau
Premesso che non conosco le modalità di cessione della licenza commerciale
(tra l'altro essendo un'autorizzazione concessa ad personam, è cedibile
semplicemente sulla base dell'accordo tra le parti?),
ommamma pure tu, Mau!
le licenze commerciali sono intrasmissibili.
Sig. Mau
2005-04-10 12:03:12 UTC
Post by Riverrun
ommamma pure tu, Mau!
le licenze commerciali sono intrasmissibili.
Infatti, non conoscendo la materia, ma solo la natura dell'atto, l'ho
ritenuto molto improbabile.
C.S.
stunat
2005-04-10 15:59:33 UTC
Post by Sig. Mau
Post by Riverrun
ommamma pure tu, Mau!
le licenze commerciali sono intrasmissibili.
Infatti, non conoscendo la materia, ma solo la natura dell'atto, l'ho
ritenuto molto improbabile.
C.S.
ammesso e non concesso che tu riesca a trasferire l'azienda
con tutti i crismi esibendo un " contratto orale"...( sic!) o firmando le
rinunzie
alle "licenze" negli uffici vari ( che non so se verrebbero accettate senza
obiezioni o senza la
trasmissione degli atti all'AdE) come ti difendi
dall'accertamento per " presunzione di cessione d'azienda" senza aver
assoggettato
alcun atto a registrazione per la applicazione della imposta di registro ?
come assolvi l'obbligo tributario e come limiti l'eventuale azione
accertatrice dellAdE ?
( imposta di registro 3% salvo la applicazione delle catastali e ipotecarie
se dovute)
( cessione di azienda; plusvalenze realizzate = redditi diversi)
quindi : evasione fiscale da parte di due soggetti,sopratasse,interessi e
accertamento
" fantasioso" e calcolato " al momento della verifica ( quindi sull'attivo
di fra cinque o sei
anni senza possibilità di detrarre il passivo) da parte degli uffici del
registro e dell'AdE.......
--
a.nat - stunat
Sig. Mau
2005-04-10 18:24:19 UTC
Tutto quanto detto non c'entra nulla con la domanda iniziale: un conto è la
problematica meramente fiscale in caso di accertamento da parte dell'AE ed
un altro è la validità, o meno, di una cessione d'azienda in forma orale.
C.S.
stunat
2005-04-11 11:15:40 UTC
Post by Sig. Mau
Tutto quanto detto non c'entra nulla con la domanda iniziale: un conto è la
problematica meramente fiscale in caso di accertamento da parte dell'AE ed
un altro è la validità, o meno, di una cessione d'azienda in forma orale.
C.S.
come al solito.
l'intervento è riuscito perfettamente ma il paziente è morto.
stunat
2005-04-11 12:25:09 UTC
Post by A.C.
Scusate, provo a ripostare il messaggio perché mi servirebbe davvero un
"Buongiorno,
Le mie domande sono queste: la licenza commerciale in che rapporti si pone
con l'azienda cui attiene? Intendo dire: il titolare di una licenza
commerciale può davvero cederla solo con atto pubblico? E di conseguenza la
cessione dell'intera azienda commerciale, di cui la licenza è parte,
richiede anch'essa la consacrazione in un atto pubblico?
Conseguentemente, un accordo orale sul punto è davvero privo di efficacia?
Grazie mille e ciao a tutti.
Angelo"
Caro Angelo
se tu vuoi una dotta interpretazione dottrinale ascolta gli altri.
se non vuoi " casini " ascolta me.
Tutto per iscritto,e con un notaio che autentica le firme.-
ciao
stunat
A.C.
2005-04-11 15:55:39 UTC
Post by stunat
Post by A.C.
Scusate, provo a ripostare il messaggio perché mi servirebbe davvero un
"Buongiorno,
Le mie domande sono queste: la licenza commerciale in che rapporti si pone
con l'azienda cui attiene? Intendo dire: il titolare di una licenza
commerciale può davvero cederla solo con atto pubblico? E di conseguenza la
cessione dell'intera azienda commerciale, di cui la licenza è parte,
richiede anch'essa la consacrazione in un atto pubblico?
Conseguentemente, un accordo orale sul punto è davvero privo di efficacia?
Grazie mille e ciao a tutti.
Angelo"
Caro Angelo
se tu vuoi una dotta interpretazione dottrinale ascolta gli altri.
se non vuoi " casini " ascolta me.
Tutto per iscritto,e con un notaio che autentica le firme.-
ciao
stunat
Prima di tutto ringrazio di nuovo tutti quanti...

veramente il mio problema era di linea difensiva, dato che il presunto
acquirente dell'azienda sarebbe cliente del mio dominus, per il quale dovrei
redigere l'atto di citazione, onde riottenere la somma che a suo tempo
quello aveva versato al cedente.

Ovviamente il tutto mi crea perplessità, posto che siamo nel regime volatile
degli accordi orali e ognuno dice di avere inteso cose molto diverse
dall'altro.

Peraltro, il cedente, dopo che il cliente gli ha restituito l'azienda, non
ha fatto una piega: se l'è ripresa ma non ha restituito il denaro, asserendo
che era un acconto sul prezzo dell'acquisto dei beni ed ora intende
tenerselo, a risarcimento , credo, del periodo in cui l'altro ha usato
l'azienda.

Ma quello che mi interessava era stabilire se davvero -come asserisce il
cedente- l'accordo orale fosse sufficiente a integrare la cessione e quindi
a configurare l'inadempimento del cessionario, tale da giustificare il
trattenimento dei soldi.

Il problema quindi è un po' più circoscritto. Non si tratta di stabilire se
la cessione d'azienda possa, in futuro, continuare ad esistere senza un
documento scritto malgrado tutte le problematiche di carattere fiscale (di
cui non so una lisca, purtroppo), ma se si possa parlare di cessione nel
periodo in cui l'attività è stata svolta effettivamente dal cliente.

Ora, tra l'altro, scopro che le licenze commerciali, che rilascia il Comune,
sono intrasmissibili. Ma sempre e in ogni caso? Perché ricordo che un tale,
un mio vicino di casa, possedeva un ristorante e relativa licenza e si
diceva che avesse ceduta quest'ultima per un sacco di soldi all'acquirente
del ristorante.

Di nuovo grazie

Angelo
alcibiade
2005-04-11 17:04:32 UTC
Post by A.C.
Intendo dire: il titolare di una licenza
commerciale può davvero cederla solo con atto pubblico?
Uhm, pizzeria d'asporto? Si va lì, si ordina un trancio di pizza, hai anche
una coca cola e magari una lattian di birra? Mi siedo qui sullo sgabello e
mi mangio la mia pizza?

E' questa l'attività?

E allora non Ú una licenza commerciale, ma una licenza di pubblico
esercizio.

Chiaro che non può essere ceduta, ma può essere volturata. In altri termini,
chi subentra al primo licenziatario può chiedere di subentrargli nella
titolarità della licenza e, se non mancano i requisiti soggettivi per
l'intestazione della licenza (iscrizione al REC, corsetti vari presso le
Camere di commercio, requisiti di onorabilità), la trasmissione della
licenza costituisce atto vincolato per il Comune.
stunat
2005-04-11 16:53:14 UTC
Post by A.C.
Post by A.C.
Scusate, provo a ripostare il messaggio perché mi servirebbe davvero un
Prima di tutto ringrazio di nuovo tutti quanti...
veramente il mio problema era di linea difensiva, dato che il presunto
acquirente dell'azienda sarebbe cliente del mio dominus, per il quale dovrei
redigere l'atto di citazione, onde riottenere la somma che a suo tempo
quello aveva versato al cedente.
Ovviamente il tutto mi crea perplessità, posto che siamo nel regime volatile
degli accordi orali e ognuno dice di avere inteso cose molto diverse
dall'altro.
Peraltro, il cedente, dopo che il cliente gli ha restituito l'azienda, non
ha fatto una piega: se l'è ripresa ma non ha restituito il denaro, asserendo
che era un acconto sul prezzo dell'acquisto dei beni ed ora intende
tenerselo, a risarcimento , credo, del periodo in cui l'altro ha usato
l'azienda.
Ma quello che mi interessava era stabilire se davvero -come asserisce il
cedente- l'accordo orale fosse sufficiente a integrare la cessione e quindi
a configurare l'inadempimento del cessionario, tale da giustificare il
trattenimento dei soldi.
Il problema quindi è un po' più circoscritto. Non si tratta di stabilire
se
Post by A.C.
la cessione d'azienda possa, in futuro, continuare ad esistere senza un
documento scritto malgrado tutte le problematiche di carattere fiscale (di
cui non so una lisca, purtroppo), ma se si possa parlare di cessione nel
periodo in cui l'attività è stata svolta effettivamente dal cliente.>
Ora, tra l'altro, scopro che le licenze commerciali, che rilascia il Comune,
sono intrasmissibili. Ma sempre e in ogni caso? Perché ricordo che un tale,
un mio vicino di casa, possedeva un ristorante e relativa licenza e si
diceva che avesse ceduta quest'ultima per un sacco di soldi all'acquirente
del ristorante.
Di nuovo grazie
Angelo
Io sono commercialista e non avvocato e quindi, in linea di diritto per un
caso di lite non ti posso aiutare.
Le mie obiezioni ( dettate dalle prudenze necessarie alla formazione del
"prima" e non
relative al fatto compiuto) sono relative alla necessaria forma scritta
quale condizione
primaria per la cessione della azienda in sede di normalità della procedura
e allo scopo di evitare
i litigi e le conseguenze fiscali negative, ma non possono essere relative
alla disquisizione dottrinaria come
ora Tu la stai impostatando.
Ti confermo però che da sempre le ex licenze commerciali, poi denominate
autorizzazioni amministrative,
sono intrasmissibili per atto tra le parti. E' la autorità amministrativa
che la rilascia al cessionario richiedente.
Infatti la procedura di "voltura" prevede che una delle parti contraenti (
il cedente ) rinunzi alla
autorizzazione amministrativa e l'altra la richieda ex novo ( corredando la
domanda con l' atto di compravendita
di azienda e assolvendo gli altri adempimenti richiesti dalla autorità
amministrativa) quindi la "licenza" è intrasmissibile
per sua stessa natura.
Potresti chiedere al cedente se si è attivato a depositare la rinunzia alla
" licenza" presso gli uffici amministrative del comune.
O verificarlo tu stesso; nel qual caso deve esistere la ricevuta di avvenuto
deposito della dichiarazione di rinunzia
al protocollo generale del comune e, in tal caso, una certa ragione
dovrebbe essere riconosciuta al cedente.
Ma se ciò non è avvenuto non credo possasi dire sia mai avvenuta in concreto
la manifestazione di volontà di cessione di azienda.
E che quindi sia tutto da ricondurre nella promessa di cessione, poi non
adempiuita per volontà - o inattività - delle parti.-
Però ciò che scrivo prendilo con le molle e verificalo dal punto di vista
del diritto e delle sentenze che altri ( Mau) più addentro e più preparato
di me - non è il mio lavoro - ti hanno già segnalato.-
ciao
stunat
A.C.
2005-04-13 16:53:31 UTC
Post by stunat
Ma se ciò non è avvenuto non credo possasi dire sia mai avvenuta in concreto
la manifestazione di volontà di cessione di azienda.
E che quindi sia tutto da ricondurre nella promessa di cessione, poi non
adempiuita per volontà - o inattività - delle parti.-
Però ciò che scrivo prendilo con le molle e verificalo dal punto di vista
del diritto e delle sentenze che altri ( Mau) più addentro e più preparato
di me - non è il mio lavoro - ti hanno già segnalato.-
ciao
stunat
Ti ringrazio ancora (e con te tutti gli altri), anche se con un po' di
ritardo, scusami. La situazione è effettivamente incasinata e poco
interessante, dal punto di vista giuridico, ma ciò che mi avete detto mi
aiuta molto.

Ciao

Angelo
Pierrot Le Fou
2005-04-16 22:57:56 UTC
Post by A.C.
Ma quello che mi interessava era stabilire se davvero -come asserisce il
cedente- l'accordo orale fosse sufficiente a integrare la cessione e quindi
a configurare l'inadempimento del cessionario, tale da giustificare il
trattenimento dei soldi.
Se l'impresa non è soggetta a registrazione presso l'ufficio del
registro delle imprese non è previsto alcun vincolo di forma.

Il tuo problema è dimostrare l'invalidità del contratto oppure che
sussiste causa di rescissione o di risoluzione, cosa che con un
contratto orale sembra piuttosto ardua.

Certo, se l'impresa ceduta rientrasse nel 2556 cc...
Post by A.C.
Angelo
A presto !!
--
Gabriele Orlando --> ***@despammed.com

<<L'essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori
su tutto. [...] Solo due cose contano: l'amore,
in tutte le sue forme, con ragazze carine, e la musica
di New Orleans o di Duke Ellington...>>
[Boris Vian, Introduzione a "La schiuma dei giorni"]